La borragine officinale o borragine selvatica, botanicamente nota come borago officinalis, è una pianta erbace annuale della famiglia delle Boraginaceae. Questa pianta cresce spontaneamente in gran parte dell’Europa, Italia inclusa. Non appena arrivano i primi tepori primaverili, i prati si riempiono di questo meraviglioso fiore dalla forma di stella e dal colore blu acceso. La coltivazione della borragine è molto diffusa sia per la produzione dell’olio dei suoi semi, sia per le sue proprietà nutrizionali e per gli usi in cucina.
Attira le api del miele, e stimola la crescita delle fragole quando viene piantata vicino ad esse. Inoltre, se seminata accanto ai pomodori, tiene lontani gli insetti nocivi, come ad esempio i bruchi.
Il nome deriva dal latino borra (tessuto di lana ruvida), per la peluria che ricopre le foglie. Altri lo fanno derivare dall’arabo abu araq (padre del sudore), attraverso il latino medievale borrago, forse per le proprietà sudorifere della pianta. Alcune autorità ritengono invece che il nome latino Borago, da cui il nostro nome popolare è preso, sia una corruzione di corago, da “cor” ovvero cuore, e “ago”, ovvero “portatore”: portatore di coraggio, per la sensazione di cordialità che offre questo fiore.
La pianta è ricoperta da una ruvida peluria, e può crescere fino a 70 cm di altezza. Il fusto è eretto con foglie ovali, ruvide e piuttosto rugose. I bellissimi fiori a forma di stella sono posizionati in grappoli sparsi: hanno cinque petali che all’inizio sono di un colore simile al viola, ma poi diventano blu.
Delle Borragine si utilizza quasi tutto: le foglie, i fiori e i semi, da cui si ricava l’olio. Le foglie, e in maniera minore i fiori, sono solitamente usati freschi.
Della Borragine si usano i fiori canditi per la decorazione delle torte. I fiori freschi si uniscono alle insalate. Le foglie giovani, tritate, si mescolano crude nelle insalate o nei formaggi freschi, mentre cotte si consumano come gli spinaci. Si cucinano semplicemente con un po’ di olio e aglio, dato che il succo della pianta sarà sufficiente a mantenere l’umidità necessaria.
Ha proprietà diuretiche ed emollienti, è molto usata per la febbre e i disturbi all’apparato respiratorio. Grazie ai suoi costituenti salini, promuove l’attività dei reni e per questo motivo viene impiegata per espellere i catarri febbrili. Le sue qualità emollienti sono dovute alla mucillagine contenuta nell’intera pianta.
La borragine è ben nota per le sue qualità calmanti ed è stata usata per trattare vari stati di nervosismo. I suoi naturali effetti sedativi sono validi per alleviare la depressione e per regolare l’equilibrio ormonale femminile, spesso associato alla menopausa e ai cicli mestruali.
La borragine contiene potassio e calcio, combinati con acidi minerali. A causa della presenza di nitrato di cloruro di potassio, quando la pianta viene bruciata, emette piccole scintille con un leggero suono esplosivo. Uno dei nutrienti più importanti, sono gli acidi grassi essenziali, di cui il nostro corpo ha bisogno per essere sempre in forma. Molto rinomato l’olio di Borragine, che è molto ricercato per gli effetti positivi che ha sul cuore, sulle arterie e per la capacità di ridurre l’accumulo di colesterolo nel sangue. Quest’olio si ricava dai semi, ed è ricco di acidi grassi polinsaturi, omega-3 ed omega-6.
È importante non esagerare con il consumo a crudo di questa pianta, poiché le foglie contengono piccole quantità di alcaloidi nocivi per il fegato. Pertanto, è meglio non consumarla se si hanno problemi epatici. Se si usa frequentemente la Borragine, è bene consumarla da cotta: la cottura riduce l’azione degli alcaloidi. Tisane e infusi sono inoltre controindicati durante la gravidanza e l’allattamento