Autore: InCAdmin

  • Cosa seminare a Gennaio

    Cosa seminare a Gennaio

    Primavera di gennaio, reca sempre un grande guaio. (Proverbio popolare)

    A gennaio non ci sono moltissimi lavori da fare nell’ortomeglio che la neve cada adesso che nei prossimi mesi, perché potrebbe distruggere tutto il nostro lavoro.

    Si parte dal terreno, anno nuovo, orto nuovo, fatica nuova… Bisogna asportare i residui di vecchie piante rimaste e dopo una bella pulizia nutrire la terra con dell’ottimo concime, meglio se ricco di potassio e fosforo come suggeriscono gli esperti in materia. È inutile storcere il naso, il letame maturo è il miglior concime naturale che la terra possa conoscere, le piante ne vanno ghiotte. I nostri nonni (meglio i bisnonni) lo consideravano una manna dal cielo. Nella vasta offerta di letami quello equino è considerato il top, ma non è tanto diffuso a causa del costo non proprio alla portata di tutte le tasche, tuttavia anche quello ovino va molto bene. Bisogna sollevare il terreno farlo, come dire, respirare e concimarlo.

    E’ anche il momento giusto per la progettazione dell’orto, scegliete quali ortaggi seminare tenendo conto della necessaria rotazione delle colture: coltivare lo stesso ortaggio nella stessa zona per più anni impoverisce il terreno. Combinando bene avvicendamenti e consociazioni, riuscirete a portare grossi benefici al vostro orto.

     


    COSA PIANTARE A GENNAIO

     

    CIPOLLE (BULBILLI)

    La semina delle cipolle (bulbilli) può essere fatta in semenzaio in ambiente riscaldato a partire da dicembre fino alla fine del mese di gennaio dell’anno successivo. La semina può altresì essere fatta tramite trapianto in campo nei bimestri febbraio-marzo e ottobre-novembre.

     

    LATTUGHE A CAPPUCCIO

    Le lattughe a cappuccio possono essere seminate in semenzaio in ambiente riscaldato nel bimestre gennaio-febbraio oppure direttamente a dimora nel trimestre marzo-maggio oppure nel bimestre agosto-settembre.


    PORRI

    La semina dei porri può avvenire in semenzaio in ambiente riscaldato nei mesi di gennaio e febbraio. Nel trimestre marzo-maggio si può seminare direttamente a dimora o in semenzaio all’aperto. Il trapianto in campo può essere fatto nel bimestre giugno-luglio.


    SPINACI

    Gli spinaci possono essere seminati direttamente a dimora in tutti i mesi dell’anno fatta eccezione per gennaio, luglio e dicembre.

     

  • Come innaffiare l’orto

    Come innaffiare l’orto

    A chi non vuol far fatiche, il terreno produce ortiche (Proverbio popolare)

    PERCHÉ INNAFFIARE

     

    L’irrigazione è un’operazione necessaria per la corretta gestione del proprio orto familiare; un’irrigazione razionale e ben programmata consente infatti di favorire sia la crescita degli ortaggi sia la loro produttività.

    L’acqua è un elemento fondamentale per la vita e per lo sviluppo delle piante; essa costituisce oltre il 75% in peso delle piante erbacee. Quando l’acqua viene a mancare, le piante entrano in uno stato di sofferenza che porta ad una riduzione della produzione e della qualità dei frutti ed infine alla morte per disseccamento.

    D’altra parte, una irrigazione eccessiva o scorretta, produce effetti collaterali, dannosi alla salute delle piante, come il marciume delle radici a causa della saturazione del terreno, shock termico, ustione delle foglie o asportazione di prodotti quali poltiglia bordolese, piretro etc…

    La pioggia può apportare importanti quantitativi d’acqua alle colture. L’intensità di pioggia è il quantitativo d’acqua che cade nell’unità di tempo su un metro quadrato di superficie e si misura in litri/m2/ora oppure in millimetri/ora (mm/h).

    Perché l’acqua penetri nel terreno, l’intensità di pioggia deve essere molto bassa ( < 3.0 litri/m2 /ora o < 3.0 mm/h). Quando l’intensità di pioggia è elevata, si supera la capacità di assorbimento del terreno e l’acqua tende a ruscellare e a saturare il terreno formando una crosta superficiale.

    Per aumentare la capacità di assorbimento del terreno occorre modificane la struttura superficiale mantenendola porosa con frequenti lavorazioni poco profonde e con l’apporto di sostanza organica umificata (stallatico in polvere, compost ecc.).

    La pioggia tuttavia, non è sufficiente a garantire da sola la crescita regolare e la produzione delle piante dell’orto perché anche nelle regioni più favorite dal clima la distribuzione delle precipitazioni atmosferiche è molto irregolare nell’arco dell’anno. E’ pertanto indispensabile sopperire alla mancanza di acqua con l’irrigazione

     

     

    QUANTO TEMPO INNAFFIARE

     
     Se sulla necessità dell’irrigazione non vi sono dubbi di sorta, possono esservene riguardo alla quantità di acqua necessaria alle nostre piante, ai tempi, ai modi ecc.

    Ogni coltura ha un proprio fabbisogno idrico; tale fabbisogno può variare persino all’interno della medesima specie perché si deve tenere conto sia della stagione nella quale ci troviamo sia dello stadio di crescita dell’ortaggio in questione.

    Non sono comunque solo questi due fattori che influenzano le modalità di irrigazione, ve ne sono infatti altri che devono essere tenuti in considerazione come, per esempio, il tipo di terreno, il grado di umidità presente e il clima locale. La natura del terreno può far variare di molto la frequenza dell’irrigazione; i terreni sabbiosi, per esempio, devono essere irrigati più frequentemente di quelli argillosi essendo questi ultimi più capaci di trattenere l’acqua più superficialmente.

    Non è facilissimo dare indicazioni quantitative perché le variabili in gioco, come abbiamo visto, sono numerose; i testi riportano che per un orto di 100 m2 coltivato con assortimento di specie avrà, un fabbisogno massimo giornaliero di circa 500 litri di acqua. Di seguito riportiamo una tabella indicativa suddivisa in mesi e varietà di ortaggi.

     

    come innaffiare orto

     

    Nel caso specifico dei nostri orti, di 70 m2, occorreranno quindi 350 litri di acqua la giorno. La portata dei rubinetti di cui sono dotati i vostri orti è compresa tra 12 e 25 l/min a secondo del numero di utenti collegati contemporaneamente. Durante la stagione secca, saranno necessari dai 15 ai 30 minuti al giorno.

     

    COME INNAFFIARE IL TUO ORTO

     

    L’irrigazione, quando necessaria, non deve essere fatta in base alle nostre esigenze, ma in base a quella degli ortaggi.

    • Solamente dove è necessaria.
    • Solamente quando è necessaria.
    • Solamente nella giusta quantità.

    La temperatura dell’acqua di irrigazione deve essere quanto più possibile vicina a quella dell’aria, l’acqua proveniente dall’acquedotto ha una temperatura di circa 15°C, quella proveniente da pozzi profondi di circa 10°C, quella di superficie (ruscelli, fossi ) ha una temperatura tra i 15°C ed i 20°C. Nel caso dei nostri orti, la presenza di cisterne di accumulo, fanno in modo che la temperatura dell’acqua erogata sia quella ambiente.

    L’irrigazione comunque, durante il periodo estivo non deve avvenire durante le ore più calde. Irrigando nelle ore calde, si corre il rischio di bagnare la terra quando la superficie è ancora troppo calda, con notevole spreco di acqua che evaporerebbe immediatamente e possibilità di shock termico alle radici. Se irrighiamo con il tubo inoltre, le goccioline di acqua che permangono sulle foglie e sui frutti fungono da lente (si parla proprio di effetto lente) e si correrebbe così il rischio di ustioni delle parti più delicate delle piante con conseguente loro danneggiamento.

    Altra regola molto importante è quella di non irrigare mai gli ortaggi prima della raccolta; vi sono infatti diversi ortaggi quali ad esempio zucchine e i pomodori, per i quali un’irrigazione troppo vicina al tempo di raccolta potrebbe peggiorarne la qualità.

    Un’altra indicazione è relativa a quelle piante di cui si consumano le parti sotterranee (carote, aglio, cipolle ecc.). Queste non devono essere irrigate eccessivamente anche durante il periodo estivo perché si corre il rischio di farle marcire.

  • Calendario delle Semine

    Calendario delle Semine

    A chi non vuol far fatiche, il terreno produce ortiche  (Proverbio popolare)

    Il calendario delle semine è uno strumento particolarmente utile per scegliere cosa piantare nel nostro Orto Familiare, scegliendo il periodo migliore per la semina degli ortaggi. Di seguito forniremo le indicazioni relative al periodo di semina per diversi ortaggi, riferite alle condizioni climatiche medie dell’Italia centrale, questo implica chiaramente che esse possono variare in base all’andamento delle stagioni.

    Per la semina diretta in campo o per il trapianto, occorre ricordare che le indicazioni presuppongono comunque che il terreno non sia gelato, quindi le semine all’aperto di novembre-dicembre e gennaio possono essere particolarmente critiche.

    Nelle indicazioni, il termine serra calda (o semenzaio in ambiente riscaldato) si riferisce a un ambiente interno chiuso e riscaldato. Il termine serra fredda (o semenzaio in ambiente protetto) indica un ambiente chiuso non riscaldato o, per le regioni in cui la temperatura invernale non scende sotto i 5 ºC, anche un tunnel di TNT (tessuto non tessuto) o di foglio trasparente posto a riparo del seme interrato nell’orto. In ogni caso, sia la serra fredda sia quella calda devono essere ambienti molto luminosi.

    La semina a dimora indica il porre il seme nella terra nella sua posizione finale, quella che occuperà quando produrrà i frutti (quindi senza la fase intermedia del trapianto).

    Il trapianto in campo indica invece la possibilità di acquistare le piantine nei vivai e trapiantarle direttamente nell’orto. Se invece, nelle indicazioni che seguono, compare la dicitura semenzaio all’aperto, significa che si può piantare il seme in zone ben precise dell’orto (spesso ricavate anche da cassette della frutta poste all’esterno) per poi, successivamente, trapiantare a dimora nella posizione definitiva, le piantine che nasceranno dopo qualche mese.

    Il trapianto può essere fatto dopo la fase di diradamento, dove, a partire da più piantine cresciute a distanze molto ravvicinate, si selezionano le migliori (quelle meglio sviluppate) e si eliminano le altre.

     

    GENNAIO
    FEBBRAIO
    MARZO
    APRILE
    MAGGIO
    GIUGNO
    LUGLIO
    AGOSTO
    SETTEMBRE
    OTTOBRE
    NOVEMBRE
    DICEMBRE
  • Animali ed insetti utili all’orto

    Animali ed insetti utili all’orto

    L’orto familiare biologico attira naturalmente un certo numero di animali ed insetti non sempre desiderati. Alcuni dei migliori alleati che abbiamo nella lotta ai parassiti delle piante dell’orto non ce li fornisce una fabbrica di veleni chimici ma la Natura stessa. La stragrande maggioranza degli insetti dannosi ha dei predatori naturali e la presenza di piccoli animali utili nell’orto, quali rettili, anfibi, uccelli, mammiferi ed alcuni insetti è un aiuto indispensabile e gratuito, che la natura ci regala per coltivare in modo sano e naturale, senza l’uso di insetticidi il nostro orto familiare.

    È quindi fondamentale, se si vuole praticare un tipo di agricoltura biologica, aumentare la biodiversità e renderla stabile, facendo in modo che le popolazioni di diverse creature che vivono tra le nostre piante raggiungano un equilibrio tra prede e predatori.

    Imparare ad assumere dei comportamenti ad hoc e predisporre degli ambienti ospitali per questi preziosi collaboratori, aiuterà a favorirne l’insediamento nel nostro terreno e li invoglieranno a rimanere “a disposizione” ottenendo in cambio un valido aiuto in difesa delle nostre piante.

    Rettili, anfibi, uccelli, mammiferi ed alcuni insetti possono essere ottimi alleati nella cura dell’orto. Le api, poi, non solo ci forniscono miele, ma svolgono pure il fondamentale compito dell’impollinazione delle piante. Le simpatiche coccinelle sono delle fenomenali predatrici di afidi, mentre i centopiedi, da non confondersi con i millepiedi, mangiano acari, larve e lumache. I lombrichi sono grandi produttori di humus e arieggiano il suolo senza sosta, e pure rane e rospi sono utilissimi perché si nutrono di grandi quantità di insetti. Anche gli uccelli, i polli e le anatre forniscono un aiuto importante per tenere a bada i parassiti. il riccio è un animale prezioso per l’orto perché mangia vari insetti ed in particolare lumache e limacce.

    Rettili

    Anche se non sono tra gli animali più simpatici e coccolati del pianeta risultano davvero utili nella difesa delle nostre colture. La timidissima quanto comune lucertola campestre (Podarcis sicula) per esempio, pur essendo un animale opportunista e onnivoro, nell’orto e nel giardino è utilissima perché nella sua dieta sono presenti lumache, insetti, vermi e bruchi. Meno comune ma non meno efficace è l’orbettino (Anguis fragilis), un sauro che nel corso della sua evoluzione ha perso le zampe e per questo si muove in tutto e per tutto come un serpente. Non fatevi trarre in inganno dal suo strisciare però, l’orbettino è super innocuo e non si deve temere la sua presenza, anzi: nelle sue battute di caccia notturne mangia lumache, vermi e insetti dei quali è letteralmente goloso. Non serve far niente per favorire la presenza nelle nostre colture di orbettini e lucertole: specialmente quest’ultime sono ospiti fisse delle zone urbane e qualsiasi fessura presente nell’area è un potenziale rifugio per questi utili alleati.

    Anfibi

    Anche gli appartenenti alla classe degli anfibi possono causare nell’uomo un senso di repulsione che non li rende ben accetti nei nostri terreni. È un errore, perché alcuni di questi animali risultano essere autentici divoratori di insetti nocivi per le piante e la loro presenza è più che da favorire. Tra quelli che si segnalano per la maggiore efficacia c’è sicuramente il rospo comune(Bufo bufo) che, insieme a molte specie di rane, si ciba tra l’altro di molti parassiti delle piante come le limacce, i nematodi e altri insetti dannosi. Per favorire la loro presenza in orto e giardino è necessario ritagliare una piccola area umida e appartata nella quale sia presente possibilmente un piccolo stagno.

    Uccelli

    Un fondamentale aiuto in difesa delle nostre piante viene dalla cosiddetta “forza aerea” formata da molte specie di uccelli. Cince, cinciallegre, upupe, pettirossi, codirossi, fringuelli, scriccioli e rampichini, per dirne solo alcuni, si nutrono anche (se non esclusivamente) di vermi, bruchi, crisalidi, larve e altri parassiti, e diventano particolarmente attivi nel periodo di cova che coincide di solito con quello del massimo sviluppo delle piante.Perché gli uccelli si trasferiscano in pianta stabile nei pressi del nostro orto e/o giardino occorre sistemare dei nidi artificiali in luoghi riparati durante il periodo autunnale per consentire ai volatili di familiarizzare con l’ambiente e scegliere quello che sarà il loro futuro nido.

    Mammiferi

    Riccio

    Appartiene a questa categoria quello che per acclamazione risulta essere l’animale più simpatico tra tutti gli alleati nella lotta biologica, ovvero il Riccio. L’Erinaceus europaeus è conosciuto da tutti con il nome di porcospino ed è un vero e proprio divoratore senza tregua di parassiti. Durante le sue battute di caccia notturne si nutre in modo industriale di lumache, limacce, bruchi, vermi, larve ecc. Per favorire la sua permanenza nell’orto e/o giardino occorre lasciare una zona più appartata e un po’ più “selvatica”, magari riparata da una siepe o da un cespuglio, e nella quale l’animale, sentendosi al sicuro, può costruire il suo rifugio per far crescere i piccoli. Se avete la fortuna di ospitare questo simpatico animale potete dargli un po’ di frutta per farlo affezionare alla zona ma non dategli mai del latte perché, pur essendone golosissimo, per il riccio è un vero e proprio veleno perché non riesce a digerirlo.

    Talpa

    Contrariamente a quanto si pensa anche la Talpa (Talpa europea) è un animale che può tornare utile nella lotta biologica perché questa instancabile scavatrice si nutre essenzialmente di insetti, vermi, larve, crisalidi, limacce, lumache e coleotteri. È pur vero che è ospite poco desiderata tra le colture visto che scavando il suo fitto reticolo di gallerie può recidere le radici delle piante (causandone anche la morte) o far franare il terreno causando problemi a chi coltiva le piante ma è possibile adottare una misura che riesca a tenere lontano il mammifero dalle zone coltivate e sfruttarne comunque le sue qualità di divoratrice di potenziali parassiti delle piante.

    Pipistrelli

    Le abitudini notturne e schive dei Chirotteri (comunemente chiamati pipistrelli) ne hanno a lungo limitato la conoscenza, creando un alone di mistero e a volte di repulsione. I pipistrelli consumano un’ampia varietà di insetti; tra questi ci sono alcune delle specie più dannose per la vegetazione forestale e per l’agricoltura, presenti anche in Italia. I pipistrelli agiscono come efficaci regolatori biologici, calcolando che ogni notte un individuo consuma insetti per un peso equivalente a circa due terzi del proprio corpo.

     

    Insetti pronubi

     

    A farci capire perché questi insetti siano così importanti può bastare spiegare il loro nome: pronubi, infatti, significa “che favoriscono le nozze”. Gli insetti pronubi sono tutti infatti quegli insetti che trasportano il polline di fiore in fiore, permettendo l’impollinazione e la conseguente formazione del frutto. Tra gli insetti pronubi troviamo:

    gli imenotteri:

    come le api, i bombi e le api solitarie, in grado di effettuare l’impollinazione che non riesce alle api mellifere, cioè quelle sulle colture di pomodoro, peperone e mirtillo

    i coleotteri:

    sono stati i primi insetti impollinatori, ma oggi non sono molto presenti sui fiori;

    i ditteri:

    come le mosche sirfidi, piccole mosche con l’aspetto però di una vespa, le quali non sono solo delle eccellenti impollinatrici, ma al loro stadio larvale sono ghiotte di afidi;

    i lepidotteri:

    come le farfalle, la cui utilità in fase di impollinazione è mitigata dai tanti danni effettuati dai bruchi.

    Tutti conosciamo le api e sappiamo quanto siano fondamentali per il corretto funzionamento di tutti gli ecosistemi terrestri. Non così noto è invece il ruolo di tutti gli altri imenotteri, ai quali dedicheremo un post dedicato. Questi insetti, nella loro ricerca di nettare dai fiori, si comportano come impollinatori, trasportando il polline da una pianta all’altra. Svolgono questo ruolo anche nell’orto e sono molto importanti per la formazione dei frutti delle nostre verdure.

    Gli insetti predatori

    Gli insetti predatori sono quelle specie che divorano per intero il parassita dannoso, come ad esempio afidi e acari. La loro azione è in grado di mantenere le popolazioni d’insetti predati entro livelli accettabili. I danni alle colture, di conseguenza, saranno ridotti al minimo.

    Tra le specie d’insetti predatori di maggior interesse agronomico vi segnaliamo le coccinelle (Adalia bipunctata e septempunctata), di cui vi abbiamo già parlato, e i

    Coccinelle

    Questi piccoli coleotteri, conosciuti anche dai bambini per il loro colore rosso coi puntini neri sul dorso, sono voraci predatori di afidi, i pidocchi delle piante. Sia le larve che gli insetti adulti possono mangiare una grande quantità di afidi e altri parassiti come la cocciniglia.

    Le specie di coccinella più attive nel controllo dei parassiti sono quelle rosse con sette puntini neri e due puntini neri, ma esistono anche di colore giallo e arancione.

    Dermatteri – Forbicine –

    Sono facilmente riconoscibili per le loro appendici a forma di pinze, infatti sono comunemente chiamate anche “forbicine”. Sono insetti onnivori, capaci di mangiare sia le piante che gli insetti nocivi come gli afidi, perciò dobbiamo controllare il loro comportamento nell’orto e nel giardino.

    Se abbiamo delle piante infestate dagli afidi, si nutriranno sicuramente di essi, ma se non ci sono è possibile che mangino i frutti delle nostre colture.

    Crisopidi

    I crisopidi sono insetti di colore verde, lunghi circa 3cm con grandi ali trasparenti. Sono grandi predatori di afidi e aleurodidi, le mosche bianche, acari, tripidi e cocciniglie.

    Sono attivi soprattutto in primavera e estate, particolarmente nelle ore notturne in cui sono capaci di percorrere moltissimi chilometri, nelle ore diurne invece riposano nascosti.

    Antocoridi

    Gli Antocoridi sono una famiglia di piccoli insetti Cimicomorfi appartenenti all’ordine degli Emitteri, sottordine Eterotteri. Sono importanti come organismi ausiliari in quanto predatori di Artropodi dannosi alle piante.

    Orius laevigatus è un predatore  largamente utilizzato per il controllo dei tripidi sulle colture orticole in serra ed in pieno campo, con particolare interesse per peperone, fragola, melanzana ed alcune ornamentali. Tutti gli stadi del predatore si nutrono attivamente di tripidi, anche se possono utilizzare come fonte di cibo alternativo polline ed altri fitofagi, tra cui acari, afidi ed altri piccoli insetti. L’adulto è molto mobile e vorace. Gli stadi giovanili più chiari, sono privi di ali ma comunque mobili ed attivi predatori.

    Centopiedi

    I centopiedi si nutrono di ragni, cimici, termiti, scarafaggi, pesciolini d’argento, formiche, zanzare ed altri insetti domestici.il più  comune è la scutigera, un predatore che uccide la preda iniettandogli veleno attraverso i suoi denti. L’adulto ha 15 paia di zampe molto lunghe e un corpo rigido e corre ad altissima velocità. Preferisce ambienti freschi e umidi, si trovano facilmente sotto grosse pietre, cataste di legna e soprattutto nei cumuli di composti organici.

    Gli insetti parassitoidi

     

    I parassitoidi sono alcuni insetti le cui larve si sviluppano in modo molto particolare, come se fossero dei parassiti a spese di un ospite, mangiandolo dall’interno. Sembrano quasi usciti da un film dell’orrore, ma in realtà esistono davvero e sono molto interessanti. Questi insetti hanno un comportamento più complesso dei predatori, potendo essere carnivori solo allo stadio larvale iniziale. Da adulti questi insetti si nutrono per lo più delle secrezioni zuccherine che trovano.
    Esistono specie parassitoidi principalmente tra gli imenotteri (vespe) e i ditteri (mosche), più un numero di specie più limitato tra i coleotteri. Gli ospiti possono essere i più diversi: altri imenotteri, altri ditteri, lepidotteri (farfalle), afidi (i pidocchi delle piante) e moltissimi altri, sia adulti che larve. Più raramente vengono attaccati ragni o porcellini di terra (che sono dei crostacei).

    Sirfidi

    L’utilizzo dei sirfidi si è dimostrato molto efficace nella lotta biologica in coltura protetta (serra). Si tratta d’insetti utili, somiglianti a delle piccole api. Hanno un’importante funzione d’impollinatori e predano non solo afidi e acari, ma anche: cocciniglia, lepidotteri, e coleotteri come dorifora della patata e formiche.In particolari contesti i Sirfidi sono potenzialmente più efficaci di altri inesorabili predatori di afidi, quali i Coccinellidi e i Crisopidi.L’efficacia predatoria dei Sirfidi può essere cosi riassunta:

    l’attività predatoria, in primavera, è molto precoce;

    hanno un’estrema voracità;

    le larve si muovono con facilità anche su piante pubescenti, al contrario delle larve di crisope;

    gli adulti hanno una notevole mobilità;

    la loro presenza è garantita in un ampio intervallo di tempo nel corso dell’anno (aprile – settembre).

    I Sirfidi però risentono fortemente dei fenomeni di degradazione ambientale, soprattutto per quanto riguarda il livello di biodiversità, la fecondità delle femmine è strettamente condizionata dalla dieta e in particolare dalla componente pollinica. Ne consegue che l’attività riproduttiva è più intensa laddove esiste un’ampia disponibilità di piante in fiore. Quindi un requisito essenziale affinché ci sia un’intensa ovideposizione nella coltura infestata dagli afidi è la disponibilità di piante in fiore nelle strette vicinanze.

    Aphidius colemani

    Si tratta di un piccolo imenottero di circa 2-3mm, nero con delle antenne e le ali, che può somigliare ad una formica con le ali. Questo insetto si ciba di tutti gli afidi infestanti ed è capace di deporre le sue uova direttamente all’interno di questo.Una volta sviluppato, lo divorerà lentamente dall’interno trasformandolo nella cosiddetta “mummia”, da cui crescerà un nuovo esemplare adulto di aphidius.

    Ooencyrtus telenomicida

    Si tratta di una minuscola vespa in grado di parassitizzare le uova della temuta cimice asiatica (Halyomorpha halys). Non solo, la semplice perforazione delle uova può provocare un’ulteriore elevata mortalità. La cimice asiatica sta producendo numerosi danni in Italia, in quanto specie non autoctona ed estranea al nostro eco-sistema. Sta quindi diventando via via dominante e sempre più pericolosa. La soluzione migliore per risolvere il problema alla radice è proprio quella dell’introduzione di insetti utili.

    Acari

    Gli acari utili in agricoltura biologica appartengono alla classe degli Aracnidi.Le famiglie di maggior interesse sono: i Fitoseidi, gli Stigmeidi e i Trombididi. Gli acari utili si nutrono sia d’insetti (soprattutto afidi e cocciniglie) e di altri acari fitofagi e dannosi. Tra le specie di maggior interesse agronomico segnaliamo:

    Amblyseius;

    Hypoaspis aculeifer;

    Macrocheles robustolus;

    Phytoseiulu persimilis

    Nematodi

    I nematodi sono dei microscopici organismi utili parassitoidi. La loro peculiarità è che sono molto selettivi. Si nutrono e si riproducono solo sulle larve degli insetti ospiti, e sono innocui per mammiferi, uccelli, altri insetti utili e lombrichi. Le forme attive dei nematodi entomofagi raggiungono le larve degli insetti dannosi solo in presenza di elevata umidità del terreno. Dopo aver raggiunto le larve vi penetrano nel corpo parassitizzandolo. Il ciclo di biologico che si conclude con la fuoriuscita delle nuove forme dalle spoglie ormai svuotate delle larve bersaglio. I nematodi si possono acquistare senza problemi.Le principali specie sono:

    Steinernema;

    Heterorhabditis;

  • Come combattere le lumache nell’orto

    Come combattere le lumache nell’orto

    Le chiocciole e le limacce, simpatici molluschi che piacciono tanto ai bambini, possono sembrare innocue tuttavia sanno essere delle devastatrici davvero temibili per gli orti. Sono animali che vivono nell’umidità e sono quindi più attive al calar del sole e proliferano con la pioggia quindi in modo particolare in autunno e primavera.

    A quanti ortisti è capitato di trovare una marea di lumache nell’insalata o tra verza e cavolo cappuccio?

    Oltre ad essere molto fastidiose, se le lumache crescono troppo in numero possono facilmente distruggere il raccolto, specie se le piante sono ancora piccole.

     

    Le lumache sono un disastro per l’orto, come difendersi?

     

    La lumaca è un mollusco invertebrato, cioè privo di scheletro, e appartiene alla grande famiglia dei gasteropodi polmonati terrestri.

    La lumaca ha un corpo molliccio ricoperto di muco e si muove strisciando sul suolo. Mentre si muove rilascia una scia di bava lucida e schiumosa che ha il compito di lubrificare il terreno creando meno attrito durante lo spostamento del mollusco.

    Sul capo ha quattro tentacoli, di cui due con in cima gli occhi e due posti più in basso che hanno la funzione di olfatto, gusto e tatto e che in caso di pericolo si ritraggono.

    È importante fare una distinzione tra le lumache provviste di guscio (genere Helix), conosciute come chiocciole e le più fameliche, quelle  prive di guscio (genere Limax), conosciute come limacce, della famiglia degli Arionidi. Le limacce di solito hanno il corpo di colore rosso, ma ne esistono anche nere e bianche e generalmente sono lunghe dai 3 ai 7 centimetri.

    Si nutrono della parte emersa della pianta, quindi delle foglie e dei frutti, infestando le zone con grande presenza di erbacce.

    Consumano il loro pasto in maniera molto veloce, lasciando poco tempo per accorgersi della loro presenza e di combatterle efficacemente prima che arrechino danni irrimediabili al nostro orto.

    La loro comparsa avviene in primavera o in autunno. Durante l’inverno, le lumache sono avvolte in una sostanza bianca che funge da protezione contro le basse temperature. Quando il clima lo consente, abbandonano la loro protezione e iniziano a cercare cibo negli orti.

    N.B.: Dal momento che si nutrono di ortaggi e di funghi, anche di quelli che per noi umani risultano velenosi, le lumache senza guscio non sono commestibili.

     

    Come allontanare le lumache con metodi naturali

    Le trappole di birra

     

    Uno dei modi più noti ed efficaci per liberarsi delle lumache è quello di costruire delle trappole di birra.

    La birra è amatissima dalle lumache che attratte dall’odore dei lieviti entreranno nella trappola dove si intossicheranno con l’alcool cadendo ed annegandosi. Se non si vuole sprecare della buona birra sulle lumache, si può preparare delle trappole simili con succo d’uva o acqua mescolata con 1/2 cucchiaino di lievito e un cucchiaio di zucchero.

    Per la realizzazione di queste trappole possono essere impiegati piattini, ciotole, tazze di plastica, vasetti di yogurt , il fondo delle bottiglie di plastica o le bottiglie stesse. Il contenitore deve essere abbastanza profondo da consentire a lumache e limacce di cadere dentro e impedire che striscino fuori. I contenitori profondi evitano anche che la birra evapori al sole troppo rapidamente, se protetti da una copertura, eviteranno che l’acqua piovana diluisca la birra.

    Un buon metodo per realizzare una trappola artigianalmente è quello di utilizzare una bottiglia di plastica:

    1. Ritagliate un’apertura nella bottiglia abbastanza larga da consentire l’accesso alle lumache, posizionata circa a metà dell’altezza della bottiglia. Si possono utilizzare delle forbici taglienti.

    2. Seppellite la bottiglia di plastica va seppellita fino a quando la parte inferiore dell’apertura sarà allineata con il terreno circostante. 

    La birra potrà essere versata attraverso l’apertura fino quasi a raggiungere il livello dell’apertura, considerate un 80% circa. La bottiglia va attappata per evitare che la pioggia cadendo, diluisca il contenuto della trappola.

    La cenere di legna

     

    Anziché prenderle per la gola si può provare anche il metodo opposto, allontanandole con qualcosa di poco gradito o di dissuasivo. Le lumache si spostano impiegando la loro bava come lubrificante, possiamo quindi impiegare delle sostanze polverose che si attaccano al corpo delle lumache al loro passaggio, impastandosi alla bava che utilizzano per spostarsi.

    Un primo rimedio che suggeriamo è l’utilizzo della cenere di legna, cosparsa intorno alle piante più a rischio o lungo il perimetro dell’orto. Essendo molto assorbente e pastosa, rende difficile lo spostamento alle lumache, che incontrandola lungo il cammino, decideranno di girare alla larga per non rischiare di rimanere impantanate. Ovviamente deve essere cenere di legna naturale, bisogna evitare assolutamente i residui delle stufe a pellet, il truciolato o il legno lavorato, che tra l’altro sconsigliamo vivamente di bruciare, per evitare che la cenere possa contenere dei residui chimici che non vogliamo assolutamente siano presenti nel nostro orto biologico.

     

    La cenere va reintegrata periodicamente, soprattutto in seguito a forti precipitazioni o vento forte.

     

    La cenere di legna è un ottimo fertilizzante biologico, contiene infatti potassio, calcio, magnesio e fosforo, ovvero sostanze utili al terreno. Come tutte le cose però non bisogna esagerare, a causa della grande quantità di calcio presente (sino al 45%), causerebbe un aumento dell’alcalinità del terreno, condizione non propizia per la coltivazione delle verdure di stagione (pomodori, peperoni, melanzane ecc.).

     

    I fondi di caffè

    L’odore di caffè non è apprezzato dalle lumache, alcuni studi hanno dimostrato che il caffè è estremamente efficace nel cacciare le chiocciole sia le lumache.

    Questo può essere utilizzato in due modi:

    Si può mettere del caffè freddo all’interno di un nebulizzatore e spruzzarlo direttamente sulle piante, sulle foglie, a terra oppure sulle lumache stesse.

    Possiamo cospargere i fondi di caffè o intorno alle piante che si intende proteggere o lungo il confine dell’orto.

    I fondi di caffè sono un ottimo fertilizzante, sono ricchi di azoto, fosforo e potassio ma bisogna prestare attenzione:

    1. Come tutti i residui vegetali, i fondi di caffè non andrebbero utilizzati direttamente come fertilizzante ma andrebbero aggiunti al compost;

    2. la polvere di caffè, se usata in modo massiccio, tende ad acidificare il terreno e se questo va bene per le piante acidofile (ortensie, magnolie, azalee, gardenie e camelie), non è invece indicato per le verdure di stagione (pomodori, peperoni, melanzane ecc.).

    N.B.: Sia la cenere di legna che i fondi del caffè potrebbero essere usati singolarmente. Mischiarli ed utilizzarli insieme potrebbe essere un buon metodo per evitare le controindicazioni che l’uso eccessivo dell’uno o dell’altro elemento possono portare al terreno.

    I gusci d’uovo tritati

    Un altro metodo preventivo e non cruento usato da molti giardinieri per respingere chiocciole e lumache è quello di cospargere i gusci d’uovo schiacciati sul terreno che circonda le piante vulnerabili.

    Anche se i gusci, una volta tritati, non diventano polvere come la cenere di legna o il caffè, i bordi taglienti dei granelli del guscio saranno ugualmente fastidiosi per i corpi morbidi delle lumache durante il loro movimento strisciante e le terrà ben lontano dalle nostre piante.

    Questo è un metodo particolarmente ecologico di respingerle ed anche in questo caso apporteremo sostanza organica al terreno, i gusci delle uova impiegate anche nel compost domestico contengono molto calcio.

    Rispetto alla cenere e al caffè, l’uovo si degrada con minore velocità, dunque non è necessario integrarlo ripetutamente.

    I predatori naturali

    Anche le lumache hanno i loro nemici, un modo per scoraggiarle è quello di favorire l’arrivo di altri esseri che le caccino.

     

    In un ambiente ricco di biodiversità si verranno a trovare anche dei naturali predatori di chiocciole e limacce.  Tra questi, i ricci sono ghiotti di lumache ma ci sono anche i rospi e le rane. Si ritiene che anche le tartarughe, serpi e salamandre caccino le lumache, così come la maggior parte degli uccelli (soprattutto i pettirossi).

     

    Favorire la  presenza dei predatori naturali nel nostro orto , lasciando che la natura faccia il suo corso può essere un rimedio.

     

    Uno degli animali più attivi in questo è il riccio, prezioso alleato delle coltivazioni naturali, quindi in un orto biologico la presenza del riccio, ghiotto di insetti e molluschi, è utilissima.

    Filo o strisce di rame

    Il rame non è affatto amato dalle lumache e viene usato da molti giardinieri per respingerle. Il rame respinge le lumache grazie a una reazione tra il metallo e la mucosa (o muco) prodotta dalle lumache quando si muovono. Ad ogni contatto il rame invia un segnale elettro-neurale sgradevole, come una scossa elettrica

    Basta circondare le piante da proteggere o il perimetro dell’orto con del filo o del nastro di rame (facilmente reperibili nei garden center). L’ideale è poggiarlo a terra e fissarlo poi a dei paletti di legno posti negli angoli dell’orto o dell’aiuola da proteggere i n modo da impedire alle lumache di entrarvi.

    Le piante repellenti

    Un ottimo rimedio naturale per tenere lontane le lumache consiste nel coltivare piante capaci di creare una sorta di barriera.

    Le lumache sono molto sensibili alla presenza di alcune piante che evitano accuratamente i profumi prodotti da alcune piante sono letteralmente detestati dalle lumache.

    Tra le più efficaci ci sono l’ortica (che vi sconsigliamo di lasciar proliferare nell’orto ma che potrete usare per realizzare il macerato), la senape gialla, il cerfoglio e il crescione. Sono tutte piante utili non solo per allontanare le lumache, ma anche altri dannosi insetti quali ad esempio le cimici verdi.

    Se non volete piantare le piante repellenti, potete ovviare procurandovi parti delle piante stesse. Tagliandole e spargendole sul terreno riprodurrete lo stesso effetto della barriera, e in più apporterete sostanza organica al terreno.

    N:B: evitate di spargere parti di pianta di ortica perchè è molto facile che insieme ale foglie possiate spargere anche i semi che infesterebbero il vostro orto.

    I macerati

    Alcuni odori e profumi prodotti da talune piante, sono particolarmente sgraditi alle lumache.

    Le piante aromatiche come la salvia, l’aglio, l’ortica e il peperoncino ma anche menta, rosmarino, finocchio, prezzemolo e infine il basilico possono essere usate per preparare dei macerati insieme all’ortica.

    Preparando dei macerati a base di una di queste aromatiche e irrorando abbondantemente il terreno e le parti verdi , terrete alla larga le lumache ma vi libererete in un colpo solo anche di afidi e formiche.

    Attenzione al macerato di peperoncino, ricordate di non usarlo direttamente sulle piante di pomodori e cetrioli ma solo sul terreno circostante.

    Prodotti specifici

    Esistono diverse sostanze ed esche velenose che attirano ed uccidono le lumache.

    Anche se sono un sistema funzionale per tenerle sotto controllo è uno dei metodi che consigliamo con minor entusiasmo. Alcune esche infatti sono realizzate con sostanze tossiche tanto per l’ambiente quanto per l’uomo e non ammesse in agricoltura biologica come ad esempio il metaldeide.

    È comunque possibile scegliere i lumachicidi bio a base di ossidi di ferro prodotti non nocivi che arricchiscono anche il terreno di microelementi e una volta degradati dagli agenti atmosferici non lasciano residui tossici per l’uomo.